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di Giovanni Guaccero e Alquimia
Un concept album, come si sarebbe detto una volta, su un tema poco praticato dai musicisti come quello della montagna e dell'alpinismo come luogo dello spirito più che dell'agonismo tout court. Ma Musica per le montagne che fin dal titolo dichiara il suo intento, vive di vita propria entrando per meriti nelle buone produzioni di musica jazz europea citando la "scuola" di Manfred Eicher ma mantenendo una connotazione italiana. Il gioco dei silenzi e delle atmosfere rarefatte è inevitabile dato il tema trattato. Un esperimento che rincorre un equilibrio difficile tra due mondi apparentemente lontani, le montagne, e una forma musicale dinamica come il jazz. Ma anche quando le composizioni seguono un scansione ritmica più accelerata, come potrebbe essere quella del cuore di un alpinista in certe situazioni, il discorso musicale rimane coerente e segue una direzione concettuale precisa. Il disco è una suite divisa in tre parti ognuna delle quali composta da diverse canzoni dai titoli evocativi. Giovanni Guaccero e gli altri autori delle musiche non sono caduti nella trappola tesa dal tema delle montagne e dalla spiritualità evocata dall'argomento. Niente melodie orecchiabili da ingenua new age, ne' effetti speciali da sonorizzazioni. Ed anche le composizioni del cd che sono state utilizzate come colonna sonora per un documentario, sono lontane dal facile effetto didascalico. In ogni brano, anche in quelli dove il creativo percussionista Nicola Raffone non suona, è evidente una ricerca della ritmica, elemento che nel cd, più della melodia e l'armonia, sembra rievocare gli spazi delle montagne. Un percorso che è un invito alla nostalgia, una sorta di recherche dello spirito e della natura. |
