Montagne di segni
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di Andrea Bocchiola

Montagne di segni è un annuario di alpinismo dedicato alla storia ed alla pratica dell'alpinismo nel Verbano Cusio Ossola. In questo numero, tra gli altri scrivono alpinisti come Alberto Paleari, Fabrizio Manoni, Giovanni Rossi, Paolo Stoppini, Maurizio Pellizzon, Roberto Pe, e saggisti e scrittori quali Paolo Crosa Lenz, Rosa Pierno, Lucio Saviani, Alessandro Perduca.

La rivista unisce il racconto dell'alpinismo vissuto a momenti di riflessione più intensa, tanto sulla storia dell'alpinismo internazionale e locale che sui misteri che la pratica alpinistica porta con sé. In questo numero vengono proposte le relazioni inedite di nuove vie di ghiaccio in montagna (Monte Giove e Weissmies), di nuove cascate (Val Vaira, Gondo, Sempione, Formazza), di nuove vie di roccia (tutte le vie del Monte Eus, una variante alla classica del Cornera, una via in artificiale in Val Formazza, la nuova via di Pellizzon alla Est della Rossa ed altre ancora). Vengono anche recensite sei scialpinistiche inedite, tre in Valle Anzasca e tre nella Svizzera vallese e viene pubblicata la prima relazione integrale della corona della Val Grande, da Ompio a Cappella Fina. Il volume può essere acquistato al prezzo scontato di 20 euro (contro i 30 del prezzo di copertina) e fino ad esaurimento delle scorte, presso Sport Extrem a Domodossola (Regione Nosere), durante le presentazioni del volune che verranno effettuate a partire dal mese di giugno presso le sedi CAI (segnalazione e calendario on line appena disponibile) o direttamente, inviando una richiesta ai curatori (info@officinahce.it). Dal mese di luglio 2004 il volume sarà altresì disponibile al prezzo normale nelle maggiori librerie italiane.

Comunicato stampa;

«L’alpinismo, con i suoi percorsi, la propria storia ed evoluzione non ha mai smesso di scrivere le montagne e così di significarle alla propria maniera», così scrivono i curatori di Montagne di segni. Annuario di alpinismo del Verbano-Cusio-Ossola, introducendo il racconto in forma di libro di un anno di alpinismo.

A cura di Andrea Bocchiola e di Monica Conte il volume esce, con il supporto di Sport Extrem di Graziano Masciaga, per Alberti Libraio Editore a Verbania, nella collana Le Vette, ed è pensato per raccontare non solo un anno di attività degli alpinisti della nostra zona, spedizioni, nuove salite in roccia, ghiaccio e misto, ma anche per rammentare quelle salite che hanno segnato la storia dell’evoluzione alpinistica nel VCO (interventi di Fabrizio Manoni, Paolo Stoppini, Giuseppe Burlone, Maurizio Pellizzon, Alessandro Manini e Roberto Pe, Paolo Crosa Lenz).

Allargando il panorama, Giovanni Rossi, grande storico dell’alpinismo ed Accademico del C.A.A.I., interviene con un delizioso quanto dolente ricordo delle ultime salite del grande Dulfer, alla vigilia della sua partenza per la Grande Guerra (dove troverà la morte, proprio il 15 giugno 1915, anniversario di una delle sue salite più grandi, la Est del Fleischbank), mentre articoli di Alberto Paleari, Andrea Bocchiola ed altri sono dedicati alla discussione di temi d’attualità per la pratica della montagna. Il volume è impreziosito dai saggi di un importante filosofo contemporaneo, Lucio Saviani e dell’anglista Alessandro Perduca, che intervengono rispettivamente sulla costruzione del paesaggio alpino e sulla rappresentazione dell’alpinismo in un testo della grande letteratura novecentesca, mentre la raffinata scrittrice e critica d’arte Rosa Pierno dedica un breve racconto a due dimensioni centrali nella vita alpinistica: l’alto e il basso.

Quasi quaranta invece le pagine dedicate alle nuove relazioni, comprese tre sci-alpinistiche inedite in Valle Anzasca e altrettante in Vallese (e in più la relazione racconto di una grande scialpinistica assolutamente da non fare) e, per l’escursionismo più avventuroso, la prima relazione integrale del periplo della Val Grande, da Ompio a Cappella Fina. Il volume si chiude infine con una anomala intervista a Fabrizio Manoni. Anomala perché i curatori gli hanno sottoposto il famoso Questionario Proust, micidiale serie di domande creata dallo scrittore francese e restate famose per sagacia e perfidia. Naturalmente il questionario è stato modificato per trasporre un poco della sua sagacia in campo alpinistico.

Montagne di segni è un annuario anomalo. Racconta come l’alpinismo in un anno abbia disegnato le sue montagne ma anche di come ciascun segno nuovo, ciascuna nuova traccia sia nel bilico delle infinite tracce che lo precedono. Così la storia attuale e locale sprofonda nella storia passata e nelle sue figure emblematiche. Così la parola dell’alpinismo trasfigura in quelle del racconto filosofico, dell’analisi letteraria e filologica e, perché no, della polemica (con il titolo Passaggi pericolosi, alcune riflessioni sono dedicate a discutibili politiche di promozione dello spazio alpino), nella speranza che il volume possa e sappia reggere la sfida del tempo oltre l’anno di cronaca che ne detta l’immediata ragione di vita.

Montagne di segni. Annuario di alpinismo del Verbano Cusio Ossola
a cura di Andrea Bocchiola e Monica Conte
Alberti editore, Verbania