Spigolo sud del Pizzo delle Piodelle
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di Paolo Crosa Lenz

Un nuovo grande itinerario alpinistico sulle montagne di Veglia. Una via moderna, di elevate difficoltà tecniche, su ottima roccia, in alta montagna. Il Pizzo delle Piodelle si alza tra il Passo di Boccareccio e l’Helsenhorn e protende verso sud uno sperone (percorso dalla nuova via) ai cui lati si aprono due pareti di ottima roccia ancora tutte da esplorare. L’ambiente è quello severo e grandioso dell’alta montagna ossolana: i pascoli di Veglia si stendono lontani circondati dai lariceti; ai piedi della parete, la conca desolata e brulla delle Caldaie. Luoghi raramente percorsi. Arrampicare lontano dal mondo.

L’itinerario è stato tracciato nel settembre 1997 sullo spigolo sud del Pizzo delle Piodelle dalla guida alpina Alberto Giovanola, dal guardiaparco Attilio Venturato e dall’alpinista verbanese Francesco Vaudo. La via attacca alla base dello spigolo a 2750 m di quota e termina sulla vetta a 3080 m. I dati tecnici: sviluppo di 250 m, difficoltà 6a obbligatorio, valutazione complessiva ED-; sono stati posati 40 spit comprese le soste, necessarie due corde da 50 m; discesa in cinque doppie lungo la via. L’itinerario può essere percorso in giornata da forti arrampicatori, ma è bene pernottare in Veglia (oltre due ore all’attacco per il Pian d’Erbioi e la conca delle Caldaie). “L’itinerario che abbiamo tracciato è la prima via di concezione moderna sulle montagne di Veglia e Devero. Un’arrampicata splendida che potrà diventare classica.” dice la guida alpina Alberto Giovanola. “Si tratta di scoprire le potenziolità delle nostre montagne per l’alpinismo moderno. Esistono in Veglia ancora grosse possibilità.

Come è avvenuto per l’arrampicata classica in Devero alla fine degli anni ‘40, si sta aprendo una nuova pagina nell’evoluzione alpinistica sui monti del Parco.”Si è detto spesso, negli ambienti alpinistici, che l’Ossola ha una forte attrattiva per i moderni climber nelle falesie di fondovalle, ma “in alto” tutto è stato fatto. Non è vero. Esistono ancora, nascoste sui monti dell’Ossola, pareti inesplorate.