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di Alessandro Gogna
da Cento Nuovi Mattini Descrizione; il Picco del Monumento è quella parete chiara che si vede a destra (sinistra idrografica) della strada del Sempione all’altezza di due tornanti un km dopo Gondo. Sul piazzale del secondo tornante è fissato un cippo, a memoria della guida Gratien Volluz. Da qui il nome. Il Picco del Monumento consiste in una parete vera e propria e in un avancorpo. Di fronte , dall’altra parte delle Gole di Gondo, si erge la tetra e magnifica parete della Pala di Gondo (400 metri di dislivello). In fondo alle Gole, proprio sopra Gondo, si vede la Sentinella (220metri di dislivello). Altre pareti sono dappertutto e costituiscono uno dei futuri centri d’arrampicata più avanzata e ricchi di prospettive. La via qui descritta si svolge sull’Avancorpo del Picco del Monumento; esso si erge proprio sopra il secondo tornante, la base a quota 1000 metri circa, con un dislivello di 150metri. Esposizione a sud. Approccio; da Gondo per carrozzabile del Sempione ai primi due tornanti. Lasciare l’auto nel posteggio del secondo tornante. Traversare la strada e salire per erbe e sfasciumi alla base della parete. 5 minuti. Ri-creazione; dislivello 150 metri, sviluppo 200 metri. Salire il primo strapiombo che difende un diedrino, salire quest’ultimo e uscire e destre. Seguire la fessura in piena parete che pian piano si allarga, poi traversate a destra a sostare in una nicchia ampia.
Discesa; dal larice della Sosta 7 si traversa a sinistra (ovest) fino ad una spalla erbosa, poi si continua in leggera discesa su erba fino all’orlo di un risalto. Effettuare una doppia su una pianta, per circa 25 metri. Traversare ancora a ovest per facili placconate fino a canale erboso con pietraia; dopo si incontra un sentierino che conduce alla base. Ore 0.20. Impressioni; l’ambiente delle Gole di Gondo è decisamente particolare. Il traffico delle automobili dopo un tiro di corda non si “sente” più e si è completamente fuori dal mondo. Il panorama selvaggio dal quale si è circondati è veramente unico nel suo genere. Tra l’altro io sono stato lì con un tempo stupendo, immagino con colori più grigi cosa deve essere quella terribile gorgia. Note; altre vie sono state aperte nelle Gole. Sulla Pala Di Gondo, parete nord: Alberto Paleari e Mauro Rossi, 400 metri, 650 M di sviluppo, VI, A1, A2 , 130 chiodi di cui 15 a pressione, 11,12,13 agosto 1979. La Sentinella, parete sud ovest, via delle Rondini Sanguinarie, Mauro Rossi e Alberto Paleari in due riprese il 22 giugno 1978 e il 29 giugno 1978, 220 M ( V,VI-A1, A3). Sul Picco del Monumento vero e proprio, Diedro della Scoperta (V. A1, A2, Luigi Montani e Paleari, 14 maggio 1978 , 200 metri) . Ancora sull’Avancorpo: Camino dell’Albero (9 maggio 1978, IV , IV+, Montani e Paleari, 100 metri) Durata Ore 4 Materiale; rinvii, 1 serie di exentric, 2 staffe e chiodi Cenni storici; la Fessura è stata salita da Luigi Montani e Alberto Paleari il 16 aprile 1978. Documentazione; Carte Nationale de la Suisse, F 274 “ Visp” 1: 50.000. Monografia su SCANDERE, 1979, CAI, Torino, di Alberto Paleari. LO SCARPONE 16 novembre 1979. foto | creditoAlessandro Gogna
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