Il noto alpinista Kurt Diemberger ospite al Teatro Nuovo di Cannobio, venerdì 25 marzo 2011 alle ore 21. Il ricavato della serata sarà impiegato per i lavori di mantenimento del bivacco Giorgio Ielmoni al Limidario. Kurt Diemberger (Salisburgo 1932) è un autentico monumento vivente dell’alpinismo mondiale. È il solo alpinista vivente ad aver salito in prima assoluta due Ottomila: il Broad Peak, nel 1957, con il grandissimo Hermann Buhl, senza ossigeno e senza portatori d’alta quota; e il Dhaulagiri, nel 1960 con una spedizione svizzera, anche allora senza l’uso di ossigeno. L’epoca di quelle salite (allora la “corsa” agli Ottomila inviolati era ancora nel vivo) e la rinuncia all’ossigeno supplementare, quando si pensava che l’uomo non avesse chance si sopravvivenza alle quote più alte per la rarefazione dell’aria, valgono da sole a definire il valore di quelle imprese.
Ma la carriera alpinistica di Kurt Diemberger non si fermò lì. In tutta la sua vita ha salito le cime più alte della terra (sei, tra i quali l’Everest, e nel 1996 il K2, nel corso di una drammatica spedizione) esplorando gruppi ancora poco noti, versanti inviolati, vallate lontano dal mondo. Cineasta apprezzatissimo, scrittore prolifico, Diemberger non ha mai smesso di muoversi per il pianeta alla ricerca dei luoghi più arcani e affascinanti: montagne, deserti, foreste, ghiacciai. Una inquietudine esistenziale, mai sopita dagli anni, lo ha spinto ovunque, e gli ha fatto scrivere “non lascerò mai le montagne”. E che montagne sarebbero senza di lui?

