valleAnzasca
apritori | chiodatoriFilippo Gallizia, Ia Marzorati, Alessandro Caldarera, Dante Pozzi obbligatorio6a
difficoltà6c
sviluppo250 metri, 8 lunghezze
materiali12 rinvii attrezzaturaprotetta a spit 8 mm con valutazione S2 descrizioneLa via segue una linea di placche e muri, alternando un tratto iniziale in aderenza a settori verticali più atletici, il tutto cercando di mantenere un livello di difficoltà omogeneo seguendo le linee naturali della parete, certamente più abbordabili rispetto alle altre vie presenti nello stesso settore che affrontano sezioni di placche di difficoltà più elevate. (Il secondo tiro in realtà era stato già salito in età remote, come testimoniato da qualche venerando chiodo rimasto in loco ed ancora utile) Particolarmente belli il secondo tiro su roccia rossa lavorata dall'acqua e il quinto su muro nero anch'esso molto lavorato. Chi teme di passare una giornata spalmato su placche in aderenza, verrà smentito. In foto Alessandro Bardes si diverte sul quinto tiro. esposizionesud
quota (metri)1500
periodosempre salvo inverno e giornate molto calde (asciuga lentamente dopo le piogge) accessoda Pecetto seguire il sentiero per la falesia Bettineschi. Sulla verticale della via ben visibile dai pratoni, risalire il ripido pendio erboso puntando direttamente al punto più basso della placca del primo tiro discesain doppia sulla via, saltando le soste 4 e 6 foto | creditoFilippo Gallizia
|


preistoria
he he he ... credo di essere stato io il salitore "in età remote" di quel tiro (come di parecchi altri nella zona), realizzato in solitaria (in impeccabile stile bonattiano) nella seconda metà degli anni '70, con progressione piuttosto artificiale ma sempre senza forare, in quegli anni ritenuto stupro della roccia.
Tornerò volontieri in loco per percorrere questa e altre belle vie del pippo (magari in sua compagnia)
un saluto e complimenti
luca