E’ ancora buio quando due doganieri assonnati, ci fanno cenno di passare, la macchina comincia ad entrare nei paravalanghe delle gole di Gondo, prima di immetterci nel tunnel proviamo a scrutare le cascate di ghiaccio urlando al guidatore di guardare la strada, ma sappiamo che anche lui non può resistere alla tentazione, comincia ad abbassare, alzare e dondolare la testa in cerca delle splendide colate. Una volta raggiunto il paesino di Gabi fermiamo la vettura sul bordo della strada e scendiamo tutti e tre, per guardare il cascatone e ammirare la salita della giornata.
L’aria è gelida e l’alba comincia ad illuminare la stretta valle che in questa stagione è povera di luce, mentre pianto la piccozza sul primo tiro di Stillicidio il rumore del ghiaccio che si spacca si confonde con il suono del clacson di un tir, mi chiedo se anche l’autista avrà alzato lo sguardo ad ammirare il Cascatone di Gabi, oppure sarà passato centinaia di volte senza neanche notarlo e senza sapere che esistono persone chiamate ice-climber che si svegliano la mattina presto come lui per salire un ammasso di ghiaccio grosso venti volte il suo camion.
La progressione continua lenta e sicura, una volta terminata Stillicidio ci dirigiamo verso il cascatone, e già sui primi metri si viene avvolti dall’immensità della cascata. Sembra di navigare in un oceano di ghiaccio, con i compagni cerchiamo di capire quale possa essere la linea di salita più bella, e troviamo una candela di 30 metri a 90 gradi proprio al centro della colata. Il tiro è entusiasmante e ogni volta che riesco a piantare la picca in modo sicuro mi metto in una comoda posizione a triangolo e guardando verso l’alto emetto un urlo di gioia mista a divertimento.
Dopo altri tre tiri usciamo dalla splendida cascata, la solita stretta di mano, il riordino del materiale negli zaini , e le chiacchiere di altri progetti durante il sentiero di discesa accompagnati dagli ultimi raggi del sole che man mano si nasconde dietro la montagna; le ansie del mattino si sono trasformate in soddisfazioni, gli sguardi preoccupati e seri dei compagni sono diventati sorridenti e scherzosi e di colpo le strette e severe gole di Gondo appaiono calorose ed accoglienti.