CAI Somma Lombardo
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Si tratta di una interessante e difficile ascensione in terreno d'avventura
al cospetto della Est del Rosa. Via con chiodatura classica datata, valutare accuratamente lo stato del materiale presente prima di utilizzarlo. É previsto prossimamente, a cura di Claudio Castiglione, un progetto di riattrezzatura con criteri moderni.

cima

Pizzo Bianco

valle

Anzasca

prima salita

Claudio Castiglione e Giampaolo Tomasini, 4 Settembre 1988

sviluppo

700 metri, 14 lunghezze

materiali

mezze corde da 60 metri
15-20 rinvii
1 serie di friend
1 serie di nuts
2 staffe e martello
casco da arrampicata

descrizione

TD+ (VI-/A1, Ae)

L1: (20 metri) facili placche (II, III)
L2: (45 metri) dirigersi alla base di un evidente pilastrino (IV)
L3: (50 metri) fessura e strapiombo, poi placche (VI-, V+, IV+, V, 1 nut lasciato)
L4: (30 metri) diedrino e placche (IV, III, II)
(Qui è possibile arrivare direttamente seguendo un colatoio (II, III) che inizia poco più in alto dell’attacco)
L5-L6: placche inclinate elementari da salire di conserva fino ad un canale
L7: (20 metri) dal canale spostarsi sulla destra fino alla fessura a destra di un arco di pietra (III, 1 chiodo lasciato)
L8: (35 metri) inizio delle difficoltà: fessura; sosta su staffe (V, V+, Ae, V+, A0, VI-, lasciati 18 chiodi, 1 spit e 1 nut)
L9: (30 metri) risalire la fessura fino al termine della placca compatta (A1, Ae, V, lasciati 15 chiodi e 2 spit)
L10: (35 metri) lame e diedro strapiombante (V+, V, V, V+, A1, 4 chiodi lasciati)
L11: (35 metri) fessure, tetto e strapiombo da superare sulla destra (V, V+, A1, V+, III; 3 chiodi lasciati)
L12: (25 metri) fessure (III+)
L13: (25 metri) traverso esposto a sinistra e placche che conducono alla cengia superiore (A1, V, IV+, V, IV; lasciati 2 chiodi e 1 nut)
L14: (50 metri) percorrere la cengia a destra e superato un ultimo strapiombo uscire sulla cresta sommitale (III)

Continuare per 200 metri sulla cresta fino alla selletta prima della vetta (II, III)

In base alle condizioni di innevamento della montagna potrebbero esserci variazioni del punto di attacco e maggiori difficoltà nella sezione finale di blocchi e sfasciumi. Il tratto centrale di circa 200 metri, che costituisce la parte impegnativa dell’ascensione, è rimasto quasi interamente attrezzato (compresi tre spit 8 mm piantati a mano). In generale alle soste si trova almeno un chiodo. Ad oggi non ci sono notizie di ripetizioni.

esposizione

ovest

quota (metri)

3215

accesso

Dal Rifugio Zamboni-Zappa si segue la via normale del Pizzo Bianco fino all’altezza del conoide del Canalone Chiovenda. Di qui dirigersi sulla destra per detriti fino a raggiungere il ghiacciaio sotto la parete Ovest dell’anticima Nord; risalirlo fino alla base dell’evidente triangolo roccioso posto all’estremità destra. La via inizia a quota 2600 metri in corrispondenza di una sporgenza della roccia (2 ore circa dal Rifugio).

discesa

Dalla via normale (Canalone Chiovenda) prestando molta attenzione al terreno friabile ed ai blocchi instabili. In alternativa si può traversare per cresta alla Punta Battisti (un tratto di ferrata) e scendere per la normale di quest’ultima al Colle Bortolon e quindi al rifugio.

testo | credito

Claudio Castiglione e Roberto Pasquino