Come da richieste pervenute evidenzio questo testo di aggiornamento di Alberto Paleari per quanto riguarda l'avvicinamento alla via Don’t cry for me Valentina. Lo stesso è comunque presente da tempo nella pagina dei Pilastri occidentali del Mottarone della sezione roccia.
Le forti piogge della primavera 2009 hanno provocato lo sconvolgimento della valle del Rio Inferno. Ero stato informato che l’accesso a Don’t cry for me Valentina da Brughiere di Crusinallo era diventato pericoloso ma questa estate non ho avuto tempo di verificare.
Il 3 novembre 2009 sono salito da Brughiere e ho trovato il corso del Rio Inferno irriconoscibile, molto più largo con enormi frane e materiale molto instabile, numerosi alberi divelti. I segnavia gialli sono quasi del tutto scomparsi. Invece l’accesso alla cresta delle Principesse è rimasto abbastanza in ordine. Ripristinare il sentiero basso richiederebbe un lavoro enorme, inoltre chi ci dice che un’altra alluvione non lo distrugga di nuovo?
Nella stessa giornata sono salito all’attacco di Don’t cry for me Valentina e ho deciso di fare un nuovo sentiero che colleghi l’attacco di questa via all’attacco della Via Carina, raggiungibile in discesa dal Mottarone. Questo nuovo modo di raggiungere l’attacco di Don’t cry for me Valentina ha il vantaggio di essere meno faticoso (è in discesa) e che una volta fatta la via ci vuole poco a raggiungere la cima del Mottarone e la macchina.
Descrizione dell’itinerario:
Dal piazzale del Mottarone (1400 metri circa) scendere verso il laghetto artificiale. Seguire la sterrata a destra che, in mezzacosta, raggiunge i pali dello skilift La Rossa. Continuare per bel sentiero erboso sempre in mezzacosta, versante Lago Maggiore, fino a un dosso erboso con cartello indicatore del sentiero per Gravellona. Seguire il sentiero che scende a un primo colle (vista dall’alto sulla Cima Cusio e il Rio Inferno). Aggirare la Cima Cusio sulla destra per un sentiero ricavato tra blocchi di granito (segni blu) e raggiungere il Colle delle Guide (1280 metri circa). Poco sopra a destra c’è la Cima delle guide (1300 metri circa) dove si trova una cassetta postale rossa con libro di vetta. Dal piazzale 20 minuti.
Dal Colle delle Guide continuare in discesa lungo il sentiero per Gravellona, che passa a destra e sul versante Lago Maggiore della Cima delle Guide. Si arriva a un primo colletto, (falso Colle delle Capre) poi a un secondo (Colle delle Capre). Poco sopra a destra c’è la cima Tre guglie. Si scende in un canalone ripido e molto esposto sul versante di Crusinallo per sentiero e roccette (segni blu). Si raggiunge una breve corda fissa, e poco dopo a sinistra, in piano, l’attacco della Via delle Capre. Proseguendo invece a destra si raggiunge il bivio per l’attacco delle Via Tre Guglie (breve corda fissa in alto a destra). Continuando a scendere (corda fissa) si arriva seguendo le tracce di sentiero a sinistra all’attacco della Via Carina dove si trova l’unico castagno della zona (gli altri alberi sono betulle). Dal Mottarone 50 minuti.
Da qui andando in mezzacosta su cenge esposte (numerosi spit di assicurazione, conviene legarsi e procedere di conserva lunga) si può arrivare agli attacchi di: Incredibile, Canto delle Sirene, Via delle Guide, Compleanno, Escursione Termica, parte alta di Don’t Cry For me Valentina. Per scendere all’attacco di Don’t Cry for me Valentina abbassarsi per venti metri sul prato sotto il castagno. Si giunge a una breve fascia rocciosa (corda fissa con 3 spit) si raggiunge a destra il fondo del canale e si arriva a un’altra corda fissa con 3 spit che permette di scendere una seconda fascia rocciosa. Continuando per il canale si arriva a un ometto e ai segni di vernice gialla che indicavano la vecchia via di avvicinamento dal basso. Da qui a sinistra in pochi minuti all’attacco. Dal Mottarone ore 1.15
Attenzione!
Dal Colle delle Capre in giù si è su terreno ripido ed esposto, occorre piede fermo e abitudine a questo genere di percorsi. Spesso le betulle sono marce, evitare di attaccarsi. Verificare le corde fisse e gli ancoraggi , possono essere usurati o colpiti da scariche di sassi.
Primo Consiglio: la guida di Versante Sud suggerisce di scendere in doppia lungo la via delle Guide per raggiungere i vari attacchi. Secondo me invece è consigliabile scendere a piedi dal sentiero sopra descritto, che permette di entrare gradualmente nel mondo selvaggio dei pilastri occidentali del Mottarone. Inoltre se si scende a piedi non è necessario avere due mezze corde ma basta una corda intera da 50 metri.
Secondo consiglio: si è oramai affermata la consuetudine di saltare i primi tre tiri (abbastanza facili) di Don’t cry for me Valentina e di fare solo la parte alta. Invece i primi tre tiri sono utilissimi per entrare gradualmente nel mondo dell’ arrampicata del Mottarone. Se fatta integralmente inoltre la via è molto più bella e completa e regala a chi la fa una magnifica giornata alpinistica.
Terzo consiglio: per chi ha un livello di arrampicata in montagna (protezioni abbastanza distanti) massimo di 5b (V+) la via lunga più consigliabile sui pilastri occidentali del Mottarone, ed eventualmente la via per cominciare ad ambientarsi , è quella che ho chiamato Triple Indirect. Essa consiste nel collegare la prima parte di Don’t cry for me Valentina (3 tiri) con la prima parte della Via Carina (4 tiri, fino al traverso di 4c, V grado UIAA, escluso) + la seconda parte della Via delle Capre (2 tiri). Il tratto di collegamento tra la Via Carina e la Via delle capre è stato da me sistemato con un sentierino e una breve corda fissa.
Alberto Paleari

