Si prosegue fino alle prime rocce...
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di Dino Vanini

Pubblichiamo il resoconto, scarno ed essenziale come la grandezza dell’impresa, della prima salita invernale della “via dei francesi” scritto di pugno da Dino Vanini su un foglio quadrettato di block notes.

Giovedì 25 febbraio 1965 Partiamo alle 13,00 dal Belvedere con gli sci e saliamo oltre il Rifugio Paradiso. Qui il nostro amico Sinigiani tornerà indietro e porterà a valle anche i nostri sci. Calzati i ramponi, si prosegue fino alle prime rocce dove decidiamo di prepararci a bivaccare. Ore 17,30, 2300 metri circa, notte abbastanza buona.
Venerdì 26 Ore 7,00. Si riparte per il ghiacciaio Signal che troviamo molto seraccato e ci ritarda un po’ l’avanzata. Alle ore 12 arriviamo all’attacco della parete, ci fermiamo per fare un po’ di tè; poi si riprende la salita alle ore 12,35. Saliamo per ripidi scivoli di ghiaccio e neve per circa 100 m, poi ci portiamo a sinistra su roccette coperte di ghiaccio fino a superare la seraccata che sta sopra di noi. Decidiamo di prepararci per il secondo bivacco; troviamo un piccolo terrazzino dove riusciamo appena a stare seduti. Ore 18,00. La notte sarà molto fredda anche per il forte vento che cerca di sollevarci.
Sabato 27 Ore 7,00. Arriva il sole, ma il vento non accenna a diminuire. Sembra quasi che soffi ancora di più, quindi la temperatura è molto bassa. Si parte ancora, facciamo una traversata verso destra su placche di roccia, poi risaliamo uno scivolo di ghiaccio gradinando e ci riportiamo di nuovo sulle rocce. Verso le 12,00 arriviamo sulla gobba di ghiaccio (schiena d’asino). Il vento non ci dà respiro, da qui partiamo sulla gobba per una lunghezza di corda (40 metri circa) e poi tagliamo a destra gradinando per altri 100 metri (chiodi da ghiaccio). Arriviamo così all’attacco del “castello” della Gnifetti e proseguiamo su rocce non molto difficili (100 metri). Cerchiamo un posto un po’ riparato per fare dell’acqua, ma il vento non ci lascia accendere il gas. Quindi decidiamo di partire senza bevanda. Ci spostiamo un tiro di corda verso sinistra, poi direttamente per rocce miste a ghiaccio; arriviamo allo scivolo terminale di 120 metri. Qui con qualche gradino raggiungiamo il colle alle ore 17,10. Capanna Margherita ore 17,30. Chiodi impiegati: roccia 12, ghiaccio 6.

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Dino Vanini