2009, annata doc
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Sono passati quattro anni dall’incidente dove ho rischiato di separarmi per sempre dal mondo di luci, colori e affetti di questa terra. Mi hanno chiesto di scrivere qualche parola sulla stagione del ghiaccio appena trascorsa. Si può definire un’annata doc, come in agricoltura una stagione di abbondanza e qualità. Ho percorso più volte la strada che sale al Passo del Sempione, lungo le Gole di Gondo, per ammirare le fantastiche costruzioni dell’acqua gelata, e tutte le volte sento la passione che mi invade la mente e il corpo, e mi ha spinto per qualche anno (dal 1995 al 2004) ad affrontare e percorrere questi viaggi verticali. Per vivere, per sentire un’insieme di emozioni, paura, gioia, aggrappato alla vita che scorre veloce e si allontana.

Non sono ancora pronto ad arrampicare su ghiaccio, ma lo faccio su roccia dove sento più calore e sicurezza. Ma quando vedo gli ice climbers salire le cascate mi emoziono. In questa stagione, grazie alle abbondanti piogge dell’autunno, si sono formate tutte le strutture più affascinati che le Gole nascondono. Ora ci sono, e sono pronte per essere salite. Così una nicchia di scalatori si prepara al gioco. Sono 9 le cascate più importanti e desiderate dagli arrampicatori del ghiaccio e le prime a soccombere cotto i colpi delle piccozze sono: la gran classica Cascatone di Gabi (200 metri, 5) e Diabolik (300 metri, 5+)... e via si alza il sipario su questo teatro naturale dove noi piccoli uomini recitiamo la nostra parte un po’ folle e un po’ inutile... senza sapere perché siamo lì.
Poi un gruppo arrivato da Torino: Gioliberti, Piras, Sanguinetti, salgono Nessi (250 metri, 5+) la grande regina delle colate, il loro commento è entusiasmante e la soddisfazione si coglie dai loro occhi. Titanic (300 metri, 6) la spada per eccellenza con la sua colonna di circa 50 metri, viene salita da Lallo, Panizza, Floriano. Sempre loro con Sertori, Plano, Esposito riescono, dopo anni di mancato appello, a scalare Buon Compleanno (120 metri, 6 ) una cascata dal grande fascino per la sua esile struttura e la rara apparizione. I liguri Peirano e Bianchi riescono su Meeting Wall (250 metri, 5+) Suspiria (200 metri, 5) Flash di Notte (160 metri, 5+) salita da Sanguinetti e compagni.
Ma non mancano le prime salite di tutto rispetto come una fantastica candela di 30 metri, mai vista completamente toccare terra in venti anni, e ora come per incantesimo lì appoggiata. Sarà Francesco Vaudo, in arte Cecco, a pregiarsi l’onore di fare la prima salita battezzandola la Stangata (60 metri, 5+)
Per chiudere il cerchio delle nove cascate più ambite, sarà la terza ripetizione di Alice (300 metri, 6) ad opera di Mauro Mairati e Fabio Elli. Il bel articolo pubblicato pubblicato su questo sito renderà nota la difficoltà psico fisica di questa salita poco ripetuta. Sono passati due mesi dai primi giorni di gennaio ai primi di marzo, ora comincia a calare il sipario, perché i venti caldi di favonio hanno iniziato a sciogliere le molecole ghiacciate. Tutto va in letargo, chissà per quanti mesi o anni!

(credito testi: Maurizio Pellizzon)

(credito foto: Lallo Spennacchi, su Diabolik)