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Apriti Cielo non la si può definire semplicemente una via di roccia. Apriti Cielo è più simile ad un viaggio d’arrampicata. Un viaggio che, partendo dall’abitato di Osogna, porta il viaggiator curioso alla Cima di Basso, 1400 metri più in alto. La parte sinistra della grande parete di Osogna (dove sale la via) ad un primo colpo d’occhio dal basso, non sembra particolarmente interessante: piena di vegetazione ed assai discontinua. In realtà, Apriti Cielo, dal primo all’ultimo tiro, sale sempre su roccia perfetta e ben fessurata (uno gneiss dei più compatti e solidi di tutto il Ticino) e nonostante gli oltre 1150 metri di via siano tagliati da alcune piccole cenge (dove in ogni caso si procede in cordata) e dalla grande cengia mediana, l’arrampicata è sempre continua e divertente. La via riprende, nel primo ed in parte del secondo tiro, un tentativo abbandonato del 1999, della cordata Bassi – Stein. La linea seguita da Apriti Cielo è un susseguirsi di colpi di fortuna che ci hanno consentito di evitare il più possibile la vegetazione, la roccia marcia (poca in verità) ed i muri non scalabili... e di concatenare 36 tiri lungo le linee naturali delle fessure, brevi sezioni strapiombanti e qualche muro tecnico. cimaParete d’Osogna alla Cima di Basso
valleOsogna
apritori | chiodatoriMarco Bassi e Fabrizio Fratagnoli dal basso (gennaio – maggio 2007) prima liberaMarco Bassi e Fabrizio Fratagnoli obbligatorio6b
difficoltà7b+
sviluppo1155 metri, 36 lunghezze
materiali12 rinvii (alcuni lunghi) attrezzatura161 spit inox e 2 spit con anelli ad ogni sosta descrizioneLe difficoltà in arrampicata libera non sono mai molto sostenute, però spesso è necessario integrare le protezioni fisse con protezioni veloci. Anche la difficoltà obbligatoria non è mai elevata: è comunque meglio non improvvisare. Va da sé che per una ripetizione in giornata di Apriti Cielo, bisogna essere molto veloci, in alternativa, lungo la via ci sono 5 punti dove poter eventualmente bivaccare comodamente, senza dover utilizzare porta-ledge. Comunque, il consiglio è di portare in precedenza il materiale da bivacco alla grande cengia mediana (comodo sentiero), in modo da non dover trainare un saccone da recupero e poter scalare comodamente la via in due giorni, o anche in un giorno solo e poter dormire in cengia, evitando così il rientro al buio. In ogni caso, è bene tener presente che lungo la via e sulle cenge non vi sono sorgenti ed è quindi necessario portarsi tutta l’acqua di cui si prevede di aver bisogno. Per maggior comodità e chiarezza di descrizione, nella relazione abbiamo numerato anche i tiri di raccordo e le soste lungo le cenge. esposizionesud
quota (metri)1698
periodoLa parete asciuga abbastanza velocemente dopo brevi periodi di pioggia, viceversa in caso di stagioni molto piovose, necessita di circa una settimana di tempo buono per tornare in condizione. Il periodo consigliato, data l’esposizione a sud e la quota modesta, sono le mezze stagioni e l’inverno. Durante l’estate è possibile scalare solo nelle giornate più fresche e ventilate. accessoDa Bellinzona seguire la strada cantonale in direzione del Gottardo fino all’abitato di Osogna (274 metri) dove, entrando in paese, si parcheggia l’auto nella piazzetta principale. Da qui seguire la via che porta alla chiesa del paese e proseguire lungo la strada fino ad individuare il sentiero (delimitato da cancello metallico) in direzione del monte che conduce alla chiesa di Santa Maria del Castello. Oltre la chiesa seguire sempre il comodo sentiero, superare le baite di Combra (579 metri) fino a raggiungere una deviazione sulla destra del sentiero principale (poco prima delle baite di Piotella, 787 metri) indicata da un piccolo muretto a secco con ometto (circa 50 minuti dall’auto). Seguirla e raggiungere in breve un prato a valle di una baita (Dorr, 810 metri) ed attraversarlo fino ad individuare sulla destra un sentiero abbandonato (ora segnato con bolli arancione) che perdendo lievemente quota conduce a delle corde fisse (passaggi esposti) che immettono nel canale che scende direttamente dall’estremo lato sinistro della parete (circa 15 minuti dalla baita di Dorr). Da qui, attraversato il canale, seguire i bolli arancione lungo ripida e faticosa traccia di sentiero che, superando alcune corde fisse, in circa 15 minuti conduce all’attacco di Apriti cielo a circa 770 metri slm (in tutto 1 ora e 20 minuti circa, dal paese di Osogna). discesaE’ possibile un rientro in corda doppia da quasi tutti i tiri, anche se il rientro dalla cima alla base in doppia può risultare lungo e laborioso: 24 doppie lungo la via + 3 doppie su soste fuori via (saltare S27 + S25 + S24 + S22 + S18 + S17 + S9 + S8 + S7 + S6 + S3 + S1). Noi consigliamo di scendere in doppia fino alla grande cengia (da S36 a S22) e poi continuare la discesa su comodo sentiero abbastanza evidente (scendendo a piedi non si ritorna all’attacco della via, se non con una deviazione all’altezza della baita di Dorr). noteSi ringraziano sentitamente il Gruppo Scoiattoli dei Denti della Vecchia e il Gruppo OG CAS Bellinzona e Valli per la fornitura dei fix utilizzati per l’attrezzatura della via. La ditta Mammut AG per la fornitura delle corde statiche utilizzate durante l’ascensione. Gli amici Pesche Wütrich e Marcus Stein per la preziosa collaborazione logistica. foto | creditoMarco Bassi
disegni | creditoMarco Bassi
testo | creditoFabrizio Fratagnoli
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video Apriti Cielo
bellissima via, qui un video http://vimeo.com/11111296 , complimenti a Fabrizio e Marco per aver creato questo viaggio incredibile.