Senza perdere la tenerezza
Categoria:

Percorrendo la statale 33 in direzione Passo del Sempione, all’altezza dell’uscita di Crevoladossola, è impossibile non scorgere sulla sinistra una lunga lingua di roccia che dal fondovalle si slancia per centinaia di metri. Sfatando il vecchio detto che se non c’era ancora nessuna via perché non ne valeva le pena, gli Avanzi nell’aprile del 2008 hanno voluto vederci più chiaro.
Viene così riscoperta la Val Pujer (denominazione che non si trova sulla carta ma nelle parole degli anziani del luogo) che nel corso del tempo è stata stravolta da alluvioni, linee ferroviarie e dall’abbandono dei suoi alpeggi. Il luogo pur essendo aperto sulla piana ossolana è solitario e solare e le sue placche appoggiate, dopo un bel lavoro di pulitura, hanno riservato gradevoli sorprese con una via di notevole sviluppo.

cima

Placche della Val Pujer

valle

Ossola

apritori | chiodatori

Tommaso Salvadori, Jimmy Palermo, Davide Perelli, Marco Del Tredici, Nicola Tibiletti, Alberto Bassetti, Aprile 2008 (Avanzi di Cantiere)

obbligatorio

5c+

difficoltà

6a+

sviluppo

450 metri, 9 lunghezze

materiali

12 rinvii
mezze corde da 60 metri
serie di friend (micro compresi)
casco da arrampicata

attrezzatura

spit inox 10 mm da integrare

descrizione

Bella via di placca che inseguendo fessure e vene di quarzo con una chiodatura ragionevole e mai pericolosa, regala una scalata varia e divertente. Molto caratteristici ed entusiasmanti i tiri centrali. L’arrampicata è sempre tecnica e di precisione, con tiri molto lunghi dove è richiesta anche una buona padronanza del grado obbligato e nel posizionamento della protezioni veloci. La roccia è uno gneiss caratterizzato da intrusioni di quarzo e inaspettate fessure.

L1:5b L2:5c L3:5b L4:5c L5:5b L6:5b L7:6a+ L8:5a L9:4c

esposizione

sud

quota (metri)

800

periodo

da ottobre a maggio

accesso

Dalla statale 33 uscire a Crevoladossola e seguire le indicazione per la vecchia strada del Sempione. Dopo una ripida salita, in prossimità di una curva a gomito lastricata a pave con a fianco un cimitero, non entrare in centro a Crevola ma proseguire per circa 1 km lungo la sp 166, superando sulla destra le cave di marmo bianco di Crevola, fino ad incontrare sulla sinistra un vecchio nucleo di baite, la frazione Campeglia, dove si posteggia a bordo strada (circa 200 metri prima del cartello che indica la fine del comune di Crevoladossola)

Inoltrarsi tra le baite e scendere fino ai resti del vecchio ponte (buone possibilità per il guado del Divedro). Giunti sull’altra sponda piegare a sinistra fino a incontrare una vecchia strada di cava che si segue. Dopo poche centinaia di metri si prende a destra arrivando ad un ponte con ringhiera verde che scavalca l’alveo artificiale che scende dalla valle e che è già ben visibile dal parcheggio. Qui abbandonare la strada, salendo sul muraglione destro(faccia a monte) grazie alla ringhiera e risalire il fiume fino a quando un muro in cemento armato ostruisce il passaggio.
Girare a destra e proseguire in falso piano in un bel bosco di castagni fino a giungere ad un colletto, dove svoltando a sinistra si inizia a salire per una evidente traccia.

Superata una baita isolata il percorso si fa più ripido fino a sbucare ad un pianoro con una grossa pietraia. Tenendo lievemente la sinistra si segue ancora il sentiero che si inoltra ora tra i blocchi. Dopo qualche centinaio di metri, quando il sentiero rientra nel bosco (in prossimità di un grosso ometto) abbandonarlo e seguire una traccia verso destra che in breve tempo conduce sotto le placche. La prima via che si incontra (fix oro) è Straordinari non retribuiti, proseguendo per altri 30 metri, in una zona di colore verde con dei lastroni di roccia appoggiati alla parete, attacca Senza perdere la tenerezza. (Dall’auto circa 1 ora e ometti su tutto il tracciato)

Attenzione! In caso di piena del fiume, posteggiare l’auto nei pressi di una vecchia baita isolata sulla sinistra (in prossimità di una curva prima di una cartello pubblicitario Coop) circa 300 metri prima dell’avvicinamento sopra descritto. Scendere fino ad un vecchio ponte sospeso ed oltrepassarlo. (Buona fortuna!) Girare a destra costeggiando la ferrovia e uno stabile abbandonato fino ad un bivio dove si prosegue diritto. Si è così all’alveo artificiale. Il ponte è in pessimo stato e i cartelli di divieto sono molto evidenti. Fate attenzione!

discesa

in corda doppia sulla via (mezze corde da 60 metri)
ultima sosta con catena su betulla

note

Acqua: alla partenza tra le baite o, se non in secca, nel fiume che scorre a fianco della pietraia nei pressi della parete. La via è stata attrezzata grazie al contributo del progetto Bolt for Book di Versante Sud.

foto | credito

Jimmy Palermo e Tommaso Salvadori

testo | credito

Jimmy Palermo