Da Patrick a Patrick
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LetterAltura propone in anteprima italiana il nuovo film su Berhault. Il grande grimpeur francese Patrick Edlinger rende omaggio a un altro grande della montagna, molto amato in Italia, il compianto Patrick Berhault. Con lui il regista Gilles Chappaz, commenta e propone in anteprima assoluta per il pubblico italiano, il film dedicato allo scalatore scomparso. Una panoramica a tre voci tra Edlinger, Chappaz e Linda Cottino, direttore della rivista Alp, prima della visione del film.

(Patrick Berhault perse la vita sulle Alpi svizzere, sulla cresta tra il Taschorn ed il Dom, nell'aprile del 2004 mentre stava completando la salita di 82 quattromila in 82 giorni con Philippe Magnin)

Verbania, Il Chiostro (Auditorium)
Venerdi, 27 Giugno 2008 dalle 21:00
Ingresso 3 euro

www.letteraltura.it




report serata

La ricca giornata di venerdì si è conclusa all’ auditorium del Chiostro con il seguitissimo cine- incoltro sull’anteprima italiana del film sul famoso scalatore Patrick Berhault, con la presenza in sala di Patrick Edlinger, rinomato grimpeur francese, del regista Gilles Chapaz e di Linda Cottino direttrice della rivista Alp. Una prima assoluta per l'Italia.

Il film è una biografia per immagini voluta dalla famiglia di Berhault per diffondere la vita e le prodezze in altitudine compiute dallo scalatore secondo una ricostruzione il più possibile fedele alla sua vera personalità coraggiosa e problematica allo stesso tempo. Una vita spesso legata a difficoltà sentimentali che lo spingevano a fughe sulle cime sempre più alte e a progetti sempre più rischiosi.

La fotografia suggestionante e le immagini ravvicinate realizzate durante le traversate, come spiega il regista, sono state rese possibili grazie all’ausilio di un elicottero e di un équipe specializzata di scalatori che hanno, per l’occasione, inaugurato tecniche innovative.

Edlinger ha poi spiegato come la morte di Berhault, avvenuta durante le riprese del film sulla grande scalata delle Alpi (82 cime in 82 giorni), all’immagine mediatica che lo scalatore ha voluto dare di sé negli ultimi periodi. "Patrick è rimasto vittima dell’ingranaggio mediatico, cercava le televisioni per sponsorizzare i nuovi progetti, ma la scalata era diventata una sfida mediatica e la telecamera era diventata per lui una presenza suggestionante. Non era solo più guidato dall’istinto".

Credito: letteraltura.it