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di Marcello Azzari
Anno 2010, il flagello della talpa rocciosa, attraverso il traforo del monte bianco, si estende a macchia d'olio su tutta la penisola. A Trento l'UMSS (Unione Mondiale Scala tu che Scalo io) tiene un congresso a cui partecipano i più illustri scienziati del settore: alpinisti di indubbia fama, alchimisti e l'ultima generazione di vertical men (bipedi mutanti simili al progenitore dell'uomo: gli orzouei). Purtroppo il verdetto non lascia scampo: solo un'estinzione genetica potrebbe fermare il flagello del secolo. Il dramma colpisce tutti quelli che gravitano attorno al mondo verticale, la domanda è: resterà ancora materia rocciosa? Sulle ultime rocce si riversano migliaia di persone, individui in crisi di astinenza vagano senza meta sul territorio. Nascono le prime comunità terapeutiche gestite dalle vecchie glorie dell' alpinismo ed il ministro Pannello propone un referendum per legalizzare le rocce sintetiche. Anno 2050 (siamo in piena guerra nucleare), si svolge la prima gara di arrampicata virtuale: sponsor della manifestazione la banca del seme di Ascoli Piceno il campione del mondo è l'euroasiatico Lolotin (perito due anni dopo mentre tentava di salire le scale di casa in solitaria integrale). |
