La nuda roccia
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Solo tu, o Nuda Roccia, ci puoi insegnare il silenzio (proverbio Walser). Il silenzio di un paese Walser sepolto negli anni ’40 dal grande lago artificiale di Agaro, nonostante la strenua e commovente resistenza degli abitanti. Nelle serate d’autunno, quando i colori si spengono nel tramonto, la brezza proveniente dal lago trasporta le voci degli antichi abitanti di Agher, voci malinconiche che ricordano una vita che fu…

valle

Agaro

apritori | chiodatori

Marco Tosi, Dario Zamboni e Giovanni Pagnoncelli

difficoltà

7b

sviluppo

200 metri, 6 lunghezze

materiali

12 rinvii
mezze corde almeno da 55 metri
serie di friend, dadi medi
casco da arrampicata

attrezzatura

spit inox e soste di calata

descrizione

L’evidente pilastro di serizzo che sovrasta la sponda Nord del lago di Agaro (1597 metri), a destra (sn. idrografica) della cascata che scende dai pascoli di Poiala e che divide nettamente tale roccia dallo gneiss d’Antigorio, presente dall’altro lato della cascata. All'attacco, sulla liscia placca, a destra di un sistema di fessure e lame un po’ erbose, in corrispondenza di un’evidente vena bianca. Spits ben visibili. Roccia: serizzo di qualità eccezionale. 6 lunghezze, tre tiri in placca e tre in fessura:

L1: 7a, 30 metri, 11 spit
L2: 6b, 25 metri, 5 spit
L3: 6c+, 55 metri, 6 spit
L4: 7a, 30 metri, 3 spit
L5: 6b+, 20 metri, 3 spit
L6: 7b, 40 metri, 9 spit e 1 chiodo

esposizione

sud

quota (metri)

1700

accesso

da Croveo proseguire in direzione Alpe Devero, superare l’abitato di Goglio e svoltare a destra nei pressi di una condotta forzata. Seguire la strada a tratti sterrata che superato il vecchio insediamento Walser di Ausone porta all’imbocco della galleria di servizio della diga di Agaro. Lasciare la macchina nel piccolo parcheggio all’uscita, seguire prima l’evidente strada che sale verso la casa dei guardiani e da qui il sentiero in piano che costeggia il lago. Prima delle ultime baite, in fondo al lago, si segue una traccia di sentiero per l’alpe Bionca e la si lascia puntando direttamente all’evidente placconata dove si snoda la prima parte della via (1 h).

Nei periodi festivi potrebbe essere necessario lasciare l'auto prima della galleria, anche se in realtà, sarebbe bene farlo sempre. Per chi possiede auto più larghe delle comuni utilitarie questa è una soluzione obbligatoria. Da qui aggiungere 15-20 minuti per l'attraversamento della galleria.

discesa

In corda doppia dalla sosta 6 (passare i primi due spit sotto i tetti) e dalla sosta 5 fino alla base del secondo pilastro, poi a piedi per il ripido canale erboso che costeggia la prima placconata (portare scarpe da trekking fino all’attacco del 4rto tiro, utili anche per risalire la cengia erbosa). In alternativa possibili altre due doppie da S3 ed S2.

approfondimenti

10 intensi minuti

Della via ricordo 10 intensi minuti, passati per attraversare in macchina i due kilometri di galleria che portano sotto la diga di Agaro. Due kilometri di concentrazione al massimo con 10 cm da una parte e 10 dall'altra, a specchietti chiusi: questo è stato senza dubbio il tratto più expo di tutta la giornata! (Consiglio vivamente di lasciare la macchina prima...)

Della via vera e propria invece ricordo 6 tiri di scalata divertente, con stili diversi e chiodatura ottima.
In realtà la via si svolge su 2 pareti distinte, divise da una cengia di circa 60 metri. L'arrampicata della parte superiore è in certi tratti entusiasmante con delle belle lame da tirare e qualche friend da piazzare.
La parte bassa è pura placca, il primo tiro richiede precisione e decisione.

In generale mi ricordo un bell'ambiente ed una bella giornata di scalata al sole, a dispetto della stagione (Febbraio). Complimenti agli apritori per la via e per lo stile di apertura, bello l'articolo di Marco Tosi!

Ho ripetuto questa bella via

Ho ripetuto questa bella via più volte e credo che per l'ultimo tiro il grado giusto sia 7a+, mentre l'obbligatorio di tutto l'itinerario non superi il 6b.