Titanic
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Splendida salita moderna, la prima del genere ad essere aperta nella zona. Alle alte difficoltà su ghiaccio unisce un breve tratto su roccia per agganciare la difficile candela d'uscita.

valle

Gole di Gondo

prima salita

Stefano De Luca e Maurizio Pellizzon, gennaio 2000
Francesco Vaudo ha liberato il tiro di dry tooling

sviluppo

120 metri, 3 lunghezze

materiali

2 mezze corde da 60 metri
normale dotazione da ghiaccio/misto
friends fino al 3
qualche chiodo a lama da roccia
casco da arrampicata

attrezzatura

soste a spit sulla destra

descrizione

Titanik è la cascata che, proprio all’imbocco dell’anfiteatro sottostante il risalto finale di Diabolik, si stacca sul suo lato destro. La cascata offre un’enorme candela chiusa da un grosso fungo strapiombante. Durante la prima salita si dovette superare un breve tratto di roccia (15 metri, Ao e 5c obbligatorio) per raggiungere l’inizio della candela, che era sospesa nel vuoto. Con buone condizioni di ghiaccio la candela normalmente è collegata al terreno.

esposizione

nord

quota (metri)

1450

accesso

avvicinamento molto comodo (ricordiamo che il parcheggio è il medesimo del canalone Grossgigufer/Meeting Wall/Parete Nascosta). L'accesso con l'auto è sempre quello della superstrada per Domodossola-Sempione, oltrepassare il confine e proseguire fino alla terza galleria paravalanghe. Lasciare l'auto appena entrati in galleria sulla destra, parcheggio per 3/4 auto. Seguire la strada parallela della galleria, in 15 minuti si arriva alla base del canalone Grossgigufer e poco dopo alla base della Parete Nascosta. Proseguire ancora fino ad incontrare un secondo canalone. Risalirlo e raggiungere l'attacco, evidente. 1 h circa.

Si consiglia l'accesso seguendo la prima parte di Diabolik.

note

Maurizio Zara e Mauro Mairati, ripetizione di sabato 24 gennaio 2004: abbiamo ripetuto Titanic salendo dal basso, lungo le prime lunghezze di Diabolik. Il candelone si presenta in buone condizioni, interamente saldato con due lunghezze finali molto continue su ghiaccio stalattitico e a cavolfiori. Di seguito una relazione della nostra linea di salita: partire alla sinistra della cascata e salire in obliquo verso destra, su ghiaccio plastico. Alzarsi con difficoltà crescenti, (cavolfiori) sostando dopo 45 metri all’estremità destra della cascata, in un piccolo anfratto. (sosta comoda, su ghiaccio buono). Partire dalla sosta con un breve traverso orizzontale, portarsi sul filo dell’imponente colonna, e salire su ghiaccio verticale a cavolfiori per 35 metri. Riportarsi leggermente a destra e sostare su ghiaccio buono, discretamente comodi. Riportarsi in centro alla colonna e salire dritti, su ghiaccio sempre verticale e lavorato sfruttando un piccolo diedro di ghiaccio appena accennato per 20 metri, traversare diagonalmente a destra e uscire con difficoltà decrescenti sostando su un ottimo albero. 35 metri complessivi.

Gli spit posizionati durante l’apertura non sono utilizzabili come punti di sosta, perché sepolti dal ghiaccio. Essendo la candela completamente saldata, non è presente il fungo strapiombante superato dai primi salitori in apertura. La ripetizione di questa cascata è stata un’esperienza entusiasmante. A nostro avviso, le difficoltà sono prossime al 6.

foto in basso: Titanic (a destra), Diabolik (a sinistra) dal canalone Grossgigufer

foto | credito

Giuseppe Burlone (scattata da Diabolik)

approfondimenti