Gino
Categoria:

cima

Torrione di Rosareccio

valle

Anzasca

apritori | chiodatori

Filippo Gallizia, Alessandro Caldarera, Diego Micheli

obbligatorio

6a

difficoltà

6a

sviluppo

250 metri, 7 lunghezze

materiali

10 rinvii
2 mezze corde da 60 metri
casco da arrampicata

attrezzatura

spit 8-10 mm
soste con spit e maillon rapide

descrizione

L1 - diedro con uscita su leggero strapiombo, 50 metri - 6a+
L2 - L3 placche compatte e ben appigliate 40 - 30 metri - 4+
L4 - breve tetto con fessura 25 metri - 5c
L5 - placca con fessure 50 metri - 5a
L6 - placca verticale 40 metri - 6a
L7 - corto diedro appoggiato con uscita in vetta 15 metri - 4+
(possibilità di A0 su lunghezze L1-L4 con friends piccoli - medi)

esposizione

sud

quota (metri)

1800

accesso

dal rifugio Zamboni Zappa, eventuale seggiovia fino al Belvedere, si segue verso Nord il sentiero quasi pianeggiante che conduce alla conca del Rosareccio e lo si segue fino al punto più alto, appena dopo essere giunti in vista della vecchia stazione di arrivo della funivia del Rosareccio, nei pressi di una piodata con un ometto sulla destra. Da questo punto si lascia il sentiero e si sale a destra su dossi con erba fino a portarsi alla base del torrione su sfasciumi. 1 h. La via attacca nel punto più basso in corrispondenza di un diedro chiuso da un tetto, il primo spit è segnato da un cordino rosso.

discesa

in corda doppia sulla via saltando la sosta 6

note

E' bene precisare che il Torrione di Rosareccio è di fatto un avancorpo della Punta Battisti e si trova all'estremo destro per chi guarda la conca di Rosareccio. Il Corno di Rosareccio, in riferimento alla via Berta filava, invece si trova al centro della conca, più o meno sulla verticale della vecchia stazione della funivia.

foto | credito

Diego Micheli

primi salitori: ma quanti sono?

una piccola precisazione di ordine storico, per i pochi a cui interessano ancora questo tipo di storie: la via (già notata da Luciano Bettineschi con cui in quegli anni arrampicavo) fu poi salita da me e gabriele bechod seguendo l'evidente diedro e le placche sulla destra il 5 agosto 1979 con qualche chiodo normale e protezioni veloci e valutata più severamente (D+ con un passo di 5+ sul primo tetto), secondo l'andazzo di quegli anni. era quindi stata ripetuta da luciano tenderini e ettore pagani qualvche anno dopo e forse nuovamente "aperta" da gino buscaini, come si evince dalla guida del rosa del TCI, se ben ricordo quanto lessi a suo tempo, con percorso molto simile. forse Buscaini ha tolto il chiodo che avevamo lasciato che non è menzionato da filippo. D'altronde, come per qualche altra analoga salita non ho mai inviato relazioni. da tetro adolescente adoratore di guccini quale ero venne battezzata "diedro della rinuncia triste". Pur rispettando l'amico Filippo sono dispiaciuto per la spittatura, non perchè difendo la "mia" via (figurarsi...) ma perchè preferisco trovare un terreno "vergine": tra quyalche anno qualcuno avrebbe fatto una nuova "prima".
nella stessa giornata salimmo anche una via + facile ma divertente sulle placche più a destra (in ombra nella foto qui sopra), tranqullamente abbinabile alla precedente.
il tutto è detto senza polemica
un saluto a tutti, complimenti per le vie e per il sito
luca mozzati