Pilastri occidentali del Mottarone
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Cima Cusio o pilastri occidentali del Mottarone: sul versante cusiano, il più selvaggio del Mottarone e in particolare nella zona del Rio dell’Inferno, sono state attrezzate, su torrioni e placche di ottimo granito rosa, le vie alpinistiche o come si chiamano oggi -multipitch- del Mottarone. Su questi pilastri, esplorati dalla guida alpina Massimo Medina e da Luciano Manganilo verso la fine degli anni 80 (vi chiodarono anche una via) la guida alpina Alberto Paleari e Maurizio Pellizzon, nei mesi di novembre e dicembre 2001, hanno aperto le prime due grandiose vie: Don’t cry for me Valentina ed Escursione termica. Da allora il cantiere è rimasto aperto; il Pellizzon con la guida alpina Fabrizio Manoni ha aperto una variante incredibile sulla via Escursione termica (70 metri di fessura da integrare con friend) poi, nel maggio 2005, Massimo Bodi ha aggiunto un tiro alla via Don’t cry for me Valentina. Ma è con l’arrivo della guida alpina austriaca Florian Kluckner che, o in solitaria o con Alberto Paleari, quattro nuove vie sono state aperte: Via del compleanno, Via delle guide, Via tre guglie e Via delle capre. Ma pareti e pilastri vergini ce ne sono ancora, così durante l’autunno e inverno 2006 sono nati : Il sogno è libero, attrezzato da Massimo Bodi, con l’aiuto di Pierangelo Lavarini e Diego Vinzia e Il canto delle sirene chiodato dalla guida Donato Nolè e dall’instancabile Alberto Paleari. Quando tutto sembrava fatto, Florian ha dato il meglio attrezzando, con l’aiuto di sua moglie Andrea e di Heinz Grill, la Cresta delle principesse, la via alpinistica più lunga non solo del Mottarone, ma di tutta la provincia (circa 500 metri per 21 tiri di corda oltre a 200 metri su creste di raccordo)

Non contento ha inaugurato il nuovo anno 2007 aprendo in solitaria la Via carina, l’itinerario più facile, sulla cima Cusio. Nei mesi di aprile e maggio 2007, dopo aver passato due giornate, appeso alle fisse e consumato la becca della piccozza e una scopa, per pulire le fessure incrostate di erba e terra, Massimo Bodi insieme alla guida alpina Francesco Vaudo, hanno aperto Artisti verticali una delle vie più belle sui pilastri occidentali del Mottarone.

Ormai lo spazio verticale sul versante occidentale della cima Cusio, si è ristretto, ma tra novembre e dicembre 2007, Alberto Paleari e Donato Nolè hanno scovato una nuova e fantastica linea: Incredibile che parte a sinistra del Canto delle sirene.

cima

Mottarone | Cusio

valle

Ossola

descrizione

L’arrampicata su queste vie è varia, completa e entusiasmante, su placche tecniche di aderenza, creste, camini e fessure fantastiche, a volte atletiche e di resistenza.

vie

1- Il sogno è libero

Massimo Bodi, Pierangelo Lavarini, Diego Vinzia, settembre 2006
Sviluppo 140 metri (5 lunghezze) 6b+ A1 (6a+ obbligatorio)
1 corda da 70 metri o due mezze da 60 metri (tiri da 30 metri) 10 rinvii, nuts 1 serie di friend. Fix inox ottimi
Itinerario bello e di soddisfazione, lungo placche tecniche e fessure fantastiche. Indimenticabile quella centrale del 3 tiro. Discesa in corda doppia sulla via, per arrivare all’attacco. Esposizione sud-est

2- Don't cry for me Valentina

Alberto Paleari, A. Monari, Maurizio Pellizzon, C. Mergozzi, novembre 2001 aperta dal basso, Massimo Bodi maggio 2005 ultimo tiro
Dislivello 270 metri, sviluppo 400 metri (11 lunghezze) 6a+ (5c obbligatorio.) TD-
10 rinvii, una serie di friend, corde da 60 metri. Fix inox ottimi
Itinerario divertente e mai banale, lungo placche e fessure. Di particolare bellezza il 6 tiro. Discesa in corda doppia sulla via. Esposizione sudovest

3- Artisti verticali

Massimo Bodi, Francesco Vaudo, aprile e maggio 2007, aperta dal basso
Sviluppo 160 metri (5 lunghezze) 6c A1 (6b obbligatorio)
10 rinvii, una serie completa di friend (tranne i micro) doppi di misura media, corde da 60 metri. Fix inox ottimi
Via semplicemente fantastica e di soddisfazione, con difficoltà omogenee. Grandioso il 4 tiro, sia per la placca tecnica alla partenza, che per l’incredibile fessura di 20 metri. Attenzione: nei tratti in fessura, le protezioni fisse (fix) sono pressoché assenti o a distanza chilometrica. Discesa in corda doppia sulla via. Per chi vuole arrivare all’attacco da sotto bisogna scalare il 4 tiro della Via Don’t cry for me Valentina. Dalla sosta, andare a sinistra e seguire il canale detritico per circa 30 metri. Esposizione sudovest

4- Escursione termica

Maurizio Pellizzon Alberto Paleari, dicembre 2001, aperta dal basso
200 metri (6 lunghezze) 7b A0 (6b obbligatorio)
10 rinvii, 1 serie di friend, nuts, corde da 50 metri. Fix inox ottimi
Itinerario difficile ma entusiasmante che nella prima parte supera placche tecniche di aderenza poi, si passa a una sezione più verticale e strapiombante, dove alcune fessure richiedono forza e resistenza e una buona tecnica ad incastro. Discesa in corda doppia sulla via. Esposizione sudovest. Prima libera Andrea Bocchiola

4a- Variante di sinistra

Maurizio Pellizzon, Fabrizio Manoni, febbraio 2002 aperta dal basso
Sviluppo 70 metri (3 lunghezze) 7a (6a obbligatorio)
10 rinvii, nuts, 1 serie completa di friend, doppi di misura media. Fix inox ottimi
Una variante incredibile alla via originale, 70 metri di fessura, di forza e resistenza, assolutamente unica

5- Via del compleanno

Florian Kluckner in solitaria maggio 2005
Sviluppo 250 metri (7 lunghezze) 6c (5b-A1 obbligatorio)
8 rinvii, nuts, due o tre friend (0,5 -0,75-1) fettucce e cordini, corde da 50 metri. Fix inox ottimi
Via decisamente varia, segue una linea logica ed evidente in fessure, camini e placche su un bellissimo pilastro di granito rosa. Aperta in artificiale e in solitaria dalla guida alpina austriaca. Florian Kluckner, con uso di mezzi tradizionali (chiodi da roccia, fettucce e friend) e solo successivamente è stata attrezzata, salendo dal basso, a fix inox con l’aiuto della guida Alberto Paleari e Livia Olivelli, nel mese di novembre 2005. Florian e Alberto hanno lasciato anche i chiodi tradizionali della prima salita e desiderano che la via rimanga così, per una ripetizione mista (libera + artificiale). Discesa in doppia sulla via. Esposizione sudovest. Di notevole impegno fisico, forza e resistenza, la fessura strapiombante del 2 tiro

6- Via delle guide

Alberto Paleari, Florian Kluckner, novembre 2005
Sviluppo 255 metri (7 lunghezze) 6a+ (5c obbligatorio)
10 rinvii, 1 serie di friend, nuts corde da 50 metri. Fix inox ottimi
Via molto bella e di soddisfazione. A una prima parte verticale, indimenticabile il diedro di resistenza e lo spigolo molto tecnico, associa una seconda parte su splendide placche più appoggiate. Discesa in corda doppia sulla via. Esposizione sudovest. Attenzione gradi un pò stretti

7- Il canto delle sirene

Donato Nolè, Albero Paleari, dicembre 2006
Sviluppo 260 metri (7 lunghezze ) 6b (6a obbligatorio)
9 rinvii, fettucce, friend dall’1 al 3, nuts corde da 50 metri. Fix inox ottimi
Via molto bella e varia su bel granito, simile alla via delle Guide. Le ultime due lunghezze sono in comune con la via del Compleanno. Discesa in corda doppia, partendo dalla sosta 6 in comune con le altre vie. Attacco presso un castagno monumentale. Esposizione sudovest.

8- Incredibile

Alberto Paleari, Donato Nolè, dicembre 2007
Sviluppo 260 metri (5 lunghezze) 6c 2 pa (6b obbligatorio)
9 rinvii 1 serie di friend, corde da 50 metri. Fix inox ottimi
Itinerario molto bello, con fessure atletiche e la placca iniziale del 5 tiro molto tecnica. Discesa in corda doppia sulla via. Esposizione sud-ovest

9- Via delle capre

Kluckner in solitaria dal basso, aprile 2006
Sviluppo 240 metri (6 lunghezze) 5b+ (5a obbligatorio)
8 rinvii, 1 corda da 60 metri fettucce e cordini. Fix inox ottimi
Itinerario facile ma non banale, su placche appoggiate di aderenza. Di particolare bellezza il 5 tiro. Questa via è indicata ai corsi o a chi vuole avvicinarsi all’alpinismo su roccia. Esposizione ovest. Discesa a piedi nel canalone delle capre (segnavia bolli rossi-blu)

10- Via carina

Florian Kluckner, gennaio 2007, aperta in solitaria dal basso
Sviluppo 250 metri (10 lunghezze) 5a (4+ obbligatorio)
8 rinvii, friend fino al 3, fettucce e cordini, 1 corda da 60 metri. Fix inox ottimi
La via più facile e divertente. Arrampicata molto varia su placca ben appigliata, fessure e camini. Esposizione ovest. Discesa a piedi nel canalone delle capre (segnavia bolli blu-rossi)

11- Via tre guglie

Florian e Andrea Kluckner aprile 2006
Sviluppo 250 metri (7 lunghezze) 6b+ (6a obbligatorio)
12 rinvii, 1 serie di friend, nuts, 1 corda da 60 metri. Fix inox ottimi
Scalata entusiasmante e indimenticabile, le placche tecniche e le fessure di queste tre guglie di ottimo granito rosa, sono fantastiche. Esposizione ovest. Discesa a piedi nel canalone delle capre (segnavia bolli rossiblu)

12- Cresta delle pricipesse

Florian e Andrea Kluckner, Heinz Grill, dicembre 2006
Sviluppo 500 metri (21 lunghezze) + 200 metri di raccordo su creste
6c-7a A0 (6a obbligatorio) (da confermare manca una ripetizione in libera)
10 rinvii, 1 serie di friend ,nuts, fettucce e cordini, 1 corda da 60 metri. Fix inox ottimi
La via più lunga di tutta la provincia, situata in un ambiente bello e selvaggio. L’arrampicata è entusiasmante e di grande respiro, su placche tecniche, fessure fantastiche, alcune atletiche e camini lungo creste e pilastri di ottimo granito rosa. Esposizione nordovest. Discesa: è possibile scendere in corda doppia, o a piedi, lungo rampe erbose (segnavia bolli blu) dalla e non oltre la 6 torre. In auto, portando una macchina al Mottarone. In funivia, lasciando una macchina a Carciano di Stresa (informarsi sull’orario dell’ultima corsa che scende dal Mottarone). A piedi, seguendo il sentiero P1 che passa dal laghetto artificiale e scende a Omegna (località la Verta) dall’alpe Bertogna (ore 2 + 20 minuti per arrivare in località Brughiere) Dislivello 1100 metri

Nota: Per chi intendesse fare tutta la via, è necessario partire presto. Per arrivare all’attacco, nei pressi della vecchia cava, da Granarolo località Brughiere occorre circa 1,30 h (segnavia bolli blu). La via, per essere scalata tutta, richiede più o meno 8 ore, non dimenticatevi da bere ed un adeguato abbigliamento. Partite solo in condizioni meteo buone e fate attenzione a non farvi sorprendere dai temporali, che in questa zona sono pericolosi. Periodo consigliato, primavera e inizio autunno

esposizione

sud ovest

quota (metri)

1300

periodo

Consigliato l'autunno. In inverno, sfruttando il sole delle ore centrali del giorno, l’inversione termica e il microclima di questa zona, che resta il più delle volte a riparo dai venti, si può arrampicare su queste bellissime vie (neve permettendo)

accesso

dal basso: si raggiunge il paese di Crusinallo, sulla statale tra Gravellona Toce e Omegna. Arrivati al bivio per Granerolo, in località Brughiere, continuare per circa 100 metri. Poi, girare a destra e si posteggia l’auto nei pressi di un negozio di commestibili. Prendere la ripida via alle cave, fino alla fine di essa. Proseguire per la mulattiera che costeggia il Rio dell’inferno e a volte lungo il rio. (segnavia bolli gialli) Poco prima di giungere alla base dalla via Don’t cry for me Valentina si scala un breve tratto di terzo grado. (1,15h dal posteggio). Per la Cresta delle Principesse raggiungere la vecchia cava, seguendo gli ometti e i segnavia bolli blu. (1,30h circa dal posteggio)

dall’alto: parcheggiare la macchina sul piazzale al Mottarone, scendere in direzione del laghetto artificiale, al bivio, andare a destra e seguire la strada sterrata in direzione nord fino alla sua fine. Da qui, prendere il sentiero erboso a mezza costa fino ad arrivare a un cartello indicatore il sentiero per Gravellona Toce. Scendere in direzione dell’evidente cima Cusio lungo una traccia ripida fino sotto alla sua vetta. Aggirarla su blocchi di granito e arrivati a un colle, (delle guide) andare a sinistra e raggiungere un pilastro roccioso segnalato da una bandiera tricolore in lamiera. Sosta con calata sia per la via Don’t cry for me Valentina che per Il sogno è libero. Mentre per la via Artisti verticali spostarsi a destra per circa 15 metri La calata è segnalata da un gagliardetto bianco appeso ad una betulla. Per la via Escursione termica dal colle, scendere per tracce nell’erba per circa 100 metri, fino a trovare, legate a una pianta, due bandierine (una rossa e una gialla) che indicano la cima dell’Aguglia Rosa. Cercando sul filo della parete, si trova la prima calata. Per la Via del compleanno,la Via delle Guide e Il canto delle sirene e Incredibile dal colle scendere costeggiando la cresta rocciosa che lo delimita a destra, per circa 50 metri fino ad arrivare a una cengia, che porta alla sosta 6 in comune alle tre vie. Da qui calarsi in doppia, sulla Via delle Guide (più veloce e sicura. 30 minuti dal posteggio segnavia bolli blu). Per la Via tre guglie, la Via delle capre e la Via carina dal colle continuare lungo il sentiero, che passa dietro alla cima delle guide, fino ad arrivare a un’altro colle (delle capre). Da qui, scendere a sinistra in un canalone (attenzione pendio ripido e roccette) fino a trovare, dopo aver passato una prima corda fissa, un paletto di plastica gialla. Per la Via delle capre andare a sinistra, per tracce nell’erba per circa 50 metri, per la Via tre guglie andare a destra, continuando a scendere nel canalone fino a trovare una seconda corda fissa, indicata da una bandierina gialla legata a una pianta, risalirla e dopo aver aggirato la prima guglia si arriva all’attacco della via. Per la Via carina scendere ancora per circa 100 metri fino a trovare l’attacco della via , a ridosso di una pianta di castagno. (1h dal posteggio segnavia bolli blu e rossi e bandierine gialle). Continuando a scendere nel canalone, seguendo i segnavia e traversando tramite corde fisse un costone roccioso, (attenzione controllare lo stato delle corde prima di attaccarvi) si può arrivare all’attacco delle vie: Incredibile, il Canto delle sirene, Via delle guide, Via del compleanno, Escursione termica, e Don’t cry for me Valentina (tranne i primi tre tiri sulla torre). Per arrivare all’attacco della via Artisti verticali, bisogna scalare il quarto tiro di Don’t cry for me Valentina. Dalla sosta, andare a sinistra seguendo il canale detritico per circa 30 metri, fino a trovare la partenza della via. (1,30h circa dal posteggio)

Aggiornamento di Alberto Paleari - Avvicinamento alla via Don’t cry for me Valentina:
Le forti piogge della primavera 2009 hanno provocato lo sconvolgimento della valle del Rio Inferno. Ero stato informato che l’accesso a Don’t cry for me Valentina da Brughiere di Crusinallo era diventato pericoloso ma questa estate non ho avuto tempo di verificare.
Il 3 novembre 2009 sono salito da Brughiere e ho trovato il corso del Rio Inferno irriconoscibile, molto più largo con enormi frane e materiale molto instabile, numerosi alberi divelti. I segnavia gialli sono quasi del tutto scomparsi. Invece l’accesso alla cresta delle Principesse è rimasto abbastanza in ordine.
Ripristinare il sentiero basso richiederebbe un lavoro enorme, inoltre chi ci dice che un’altra alluvione non lo distrugga di nuovo?
Nella stessa giornata sono salito all’attacco di Don’t cry for me Valentina e ho deciso di fare un nuovo sentiero che colleghi l’attacco di questa via all’attacco della Via Carina, raggiungibile in discesa dal Mottarone. Questo nuovo modo di raggiungere l’attacco di Don’t cry for me Valentina ha il vantaggio di essere meno faticoso (è in discesa) e che una volta fatta la via ci vuole poco a raggiungere la cima del Mottarone e la macchina.

Descrizione dell’itinerario: (vedi anche ultima foto in basso)
Dal piazzale del Mottarone (1400 metri circa) scendere verso il laghetto artificiale. Seguire la sterrata a destra che, in mezzacosta, raggiunge i pali dello skilift La Rossa. Continuare per bel sentiero erboso sempre in mezzacosta, versante Lago Maggiore, fino a un dosso erboso con cartello indicatore del sentiero per Gravellona. Seguire il sentiero che scende a un primo colle (vista dall’alto sulla Cima Cusio e il Rio Inferno).
Aggirare la Cima Cusio sulla destra per un sentiero ricavato tra blocchi di granito (segni blu) e raggiungere il Colle delle Guide (m 1280 circa). Poco sopra a destra c’è la Cima delle guide (m 1300 circa) dove si trova una cassetta postale rossa con libro di vetta. Dal piazzale 20 minuti.
Dal Colle delle Guide continuare in discesa lungo il sentiero per Gravellona, che passa a destra e sul versante Lago Maggiore della Cima delle Guide. Si arriva a un primo colletto, (falso Colle delle Capre) poi a un secondo (Colle delle Capre). Poco sopra a destra c’è la cima Tre guglie. Si scende in un canalone ripido e molto esposto sul versante di Crusinallo per sentiero e roccette (segni blu).
Si raggiunge una breve corda fissa, e poco dopo a sinistra, in piano, l’attacco della Via delle Capre. Proseguendo invece a destra si raggiunge il bivio per l’attacco delle Via Tre Guglie (breve corda fissa in alto a destra). Continuando a scendere (corda fissa) si arriva seguendo le tracce di sentiero a sinistra all’attacco della Via Carina dove si trova l’unico castagno della zona (gli altri alberi sono betulle). Dal Mottarone 50 minuti.
Da qui andando in mezzacosta su cenge esposte (numerosi spit di assicurazione, conviene legarsi e procedere di conserva lunga) si può arrivare agli attacchi di: Incredibile, Canto delle Sirene, Via delle Guide, Compleanno, Escursione Termica, parte alta di Don’t Cry For me Valentina.
Per scendere all’attacco di Don’t Cry for me Valentina abbassarsi per venti metri sul prato sotto il castagno. Si giunge a una breve fascia rocciosa (corda fissa con 3 spit) si raggiunge a destra il fondo del canale e si arriva a un’altra corda fissa con 3 spit che permette di scendere una seconda fascia rocciosa. Continuando per il canale si arriva a un ometto e ai segni di vernice gialla che indicavano la vecchia via di avvicinamento dal basso. Da qui a sinistra in pochi minuti all’attacco. Dal Mottarone ore 1.15


Attenzione!

Dal Colle delle Capre in giù si è su terreno ripido ed esposto, occorre piede fermo e abitudine a questo genere di percorsi. Spesso le betulle sono marce, evitare di attaccarsi. Verificare le corde fisse e gli ancoraggi , possono essere usurati o colpiti da scariche di sassi.

Primo Consiglio: la guida di Versante Sud suggerisce di scendere in doppia lungo la via delle Guide per raggiungere i vari attacchi. Secondo me invece è consigliabile scendere a piedi dal sentiero sopra descritto, che permette di entrare gradualmente nel mondo selvaggio dei pilastri occidentali del Mottarone. Inoltre se si scende a piedi non è necessario avere due mezze corde ma basta una corda intera da 50 m.

Secondo consiglio: si è oramai affermata la consuetudine di saltare i primi tre tiri (abbastanza facili) di Don’t cry for me Valentina e di fare solo la parte alta. Invece i primi tre tiri sono utilissimi per entrare gradualmente nel mondo dell’ arrampicata del Mottarone. Se fatta integralmente inoltre la via è molto più bella e completa e regala a chi la fa una magnifica giornata alpinistica.

Terzo consiglio: per chi ha un livello di arrampicata in montagna (protezioni abbastanza distanti) massimo di 5b (V+) la via lunga più consigliabile sui pilastri occidentali del Mottarone, ed eventualmente la via per cominciare ad ambientarsi , è quella che ho chiamato Triple Indirect.
Essa consiste nel collegare la prima parte di Don’t cry for me Valentina (3 tiri) con la prima parte della Via Carina (4 tiri, fino al traverso di 4c, V grado UIAA, escluso) + la seconda parte della Via delle Capre (2 tiri).
Il tratto di collegamento tra la Via Carina e la Via delle capre è stato da me sistemato con un sentierino e una breve corda fissa.

note

Chi volesse registrare la propria scalata, può farlo su un libretto che Florian Kluckner ha posizionato in una casetta di legno, sulla Cima delle Guide.

foto | credito

Alberto Paleari

disegni | credito

Alberto Paleari

testo | credito

Massimo Bodi