Eus
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Grande parete di ottimo gneiss, offre un'arrampicata tecnica e di alto livello lungo placche, fessure, strapiombi e diedri. Eccellente nelle mezze stagioni e in inverno nelle giornate di sole; da evitare, in estate, le settimane più calde e afose. La parete impiega una giornata ad asciugare.

cima

Eus

valle

Verzasca

vie

1- Cacciatori di pareti
Fabrizio Fratagnoli, Maurizio Pellizzon, Francesco Vaudo, aperta dal basso, giugno 2002
300 metri, 10 lunghezze, 6a, 7a+, 2 pa (6b obbligatorio)
15 rinvii, friends medio-piccoli, corde da 50 metri, attrezzatura ottima a fix inox.
Itinerario di grande soddisfazione ed impegnativo che presenta un'arrampicata tecnica ed atletica su granito sempre perfetto e vario.
La via segue una linea di minor resistenza sul lato sinistro dell'Eus, superando, con alcune lunghezze veramente entusiasmanti, muri verticali, fessure, strapiombi e diedri in ambiente speciale.

2- Variante Gege
P.Wuetrich e compagni
70 metri, 2 lunghezze, 6b
Interessante alternativa ai primi tre tiri di VaPensiero.

3- Va Pensiero
Fabrizio Fratagnoli, Maurizio Pellizzon, Lorenzo Petazzi, Luigi Turchetto, aperta dal basso, luglio 2004
340 metri, 12 lunghezze, 6a+, 7b+? AO (6b obbligatorio)
13 rinvii, una serie di friends (max n.4), corde da 50 o meglio da 60 metri per scendere in doppia, attrezzatura ottima a fix inox.
Superbo itinerario con tiri bellissimi e tecnici, una salita di soddisfazione. Tra le più belle vie della parete, omogenea, logica su roccia ottima. Commento di GlaucoCugini, uno dei primi ripetitori. Attenzione alla seconda e alla ultima calata; le due soste sono fuori via.

4- Magic rampit
Lorenzo Petazzi, Gianguido Giuliani e Gianni Pantini, aperta dal basso, estate 2001
via dedicata a Silvio Foiada, agli amici Giulietto Dolfini ed Alfio Tanner.
350 metri e 450 di sviluppo,15 lunghezze, 6b+ A2 obbligatorio o 7b A1.
(i primi 11 tiri sono già stati liberati)
2 corde da 50 m, 14 rinvii, fettucce, eventualmente due staffe, friends: 1, 1-1/2 e 3 da usare dall'ottavo al decimo tiro; nel nono tiro tenere il friends 3 per gli ultimi metri! La via è interamente attrezzata con fix inox.
Famoso itinerario moderno, molto apprezzato. Arrampicata su gneiss molto ripido, caratterizzata dal superamento di due strapiombi, roccia lavorata in modo stupendo, in particolare nella prima parte. Si ringrazia Lorenzo Petazzi.
La via è attrezzata per le calate a corda doppia da 50 metri, per la calata dell'ottavo tiro il primo deve farsi calare dal secondo e moschettonare gli spit, il secondo scende in doppia collegato alla corda del compagno per recuperare i rinvii e arrivare in sosta. In alternativa è possibile calarsi dalla cengia fino alle doppie di Cacciatori di pareti. Da valutare anche la possibilità di salire esclusivamente i primi sette tiri, splendidi, per poi calarsi con 4 doppie di cui una nel vuoto. Tempo di salita, itinerario completo, circa 8 ore

5- Gaja
Fabrizio Fratagnoli, Maurizio Pellizzon, aperta dal basso, giugno 2003
330 metri e 400 di sviluppo, 13 lunghezze, 6a-7c (6b+ obbligatorio)
11 rinvii, friends medio piccoli, nut, corde da 50 metri o meglio da 60, attrezzatura ottima a fix inox.
Itinerario molto interessante; la qualità della roccia, per la linea seguita, l'esposizione dei tiri fanno di Gaja una via da scalare e assaporare metro per metro! L'impegno richiesto è alto sia per la necessità di integrare alcune protezioni sia per difficoltà tecnica.
E' possibile calarsi con le mezze da 50 ma sono più comode corde da 60 metri.

6- Vai con il blues
Lorenzo Petazzi, Marco Pelfini, Maurizio Pellizzon, aperta dal basso, novembre 2002
280 metri, 7 lunghezze, 6a+ 6c 1 pa di A1(6b obbligatorio)
10 rinvii, friends medio piccoli, corde da 50 metri, attrezzatura ottima a fix inox.
Itinerario bello e omogeneo, caratterizzato da placche tecniche nella prima parte e fessure atletiche nel caratteristico diedro finale.
Nel primo, quarto e settimo tiro è consigliabile allungare bene i rinvii per evitare spiacevoli attriti alle corde. Fare attenzione alla terza calata, fuori dalla via, che scende in verticale, poi lungo uno strapiombo. E' necessario pendolare per afferrare la sosta.

L’Araba Fenice
Fabrizio Fratagnoli, Lorenzo Petazzi, Luigi Turchetto, settembre 2005
Prima libera, Fabrizio Fratagnoli (agosto 2006)
350 metri e 415 di sviluppo, 11 lunghezze, 7b (6b+ obbligatorio)
68 fix da 10 mm + 2 fix con anelli alle soste
2 mezze corde da 50 metri, 10 rinvii (alcuni lunghi) + friends piccoli e medi (dal 0,2 al 3 Camalot BD).
Come tutte le altre vie al monte Eus anche L’Araba Fenice si sviluppa su roccia eccezionale in ambiente solare ed esposto. L’itinerario riprende, nel primo ed in parte del secondo tiro, un avveniristico tentativo del 1975 di Genesio Petazzi (scopritore di questa magnifica parete).La via è abbastanza sostenuta e continua; è inoltre richiesta una buona padronanza del grado obbligatorio (seppur non elevato) ed una discreta capacità nel posizionamento delle protezioni veloci. I periodi consigliati sono la primavera e l’autunno (in assenza di neve è possibile arrampicare anche nelle giornate di sole invernali; l’estate è un po’ troppo calda ). Dopo un periodo di pioggia la parete impiega una giornata per asciugare (parte di L1, L5, L6, L8 e L9 possono rimanere bagnati più a lungo ma si riescono comunque a scalare sia in libera che in artificiale). Discesa con 7 doppie lungo la via + 2 doppie su soste fuori via ( saltare S9 – S8 – S3 – S1 ).

esposizione

sud est

quota (metri)

1700

accesso

due possibilità per l'avvicinamento;

da Locarno seguire per Bellinzona percorrendo la tangenziale. Alla fine della galleria seguire per ValVerzasca e quindi per Lavertezzo; subito dopo la chiesa del paese si trova un parcheggio a pagamento da superare per imboccare, sulla destra, una stretta strada asfaltata. Al primo bivio seguire, a destra, per Rancoi e parcheggiare l'auto. Qui parte il sentiero principale che si inoltra nella ValleCarecchio; al bivio, dopo il ponte, proseguire dritti fino successivo con la scritta Eus e seguire a sinistra il ripido sentiero fino a gradini intagliati nella roccia e alle catene fisse sotto la parete. Al termine a sinistra alle vie.
(1,30h. dal parcheggio).

Per gli itinerari Gaja e Vai con il Blues, lato destro della parete, è conveniente al termine dei gradini nella roccia proseguire ancora per 150 metri sul sentiero fino ad incontrare un grosso ometto, sulla sinistra, che indica la traccia che conduce alle vie in questione.

Da Lavertezzo superare il parcheggio a pagamento e imboccare, a destra, la stretta strada asfaltata; al primo bivio seguire, a sinistra, per Sambugaro, al bivio successivo seguire, a destra, per Cognora. La strada, dopo 500 metri circa, diventa sterrata e occorre seguirla fino al termine dove si parcheggia. Proseguire a piedi lungo un sentiero piano, dopo 50 metri, imboccarne un altro che scende al fiume. Guadare passando su grossi massi o, in caso di piena, fare una tirolese sul cavo di metallo predisposto. Dalla riva opposta riprendere il sentiero e fino ad incrociare una mulattiera, girare a destra ad incontrare un'altra mulattiera (scritta sul masso "CareccEos") quindi a sinistra fino ad un masso con la scritta Eos. Da qui imboccare il ripido sentiero che sale sulla sinistra e seguirlo fino ai gradini intagliati nella roccia di cui scrivevamo sopra.

discesa

per tutti gli itinerari è possibile è la discesa a piedi in direzione dell'alpeggio dell'Eus, ben visibile sulla destra, e seguendo il comodo sentiero che riporta alla base della parete.

approfondimenti

Cento nuovi mattini al Monte Eus di Fabrizio Fratagnoli
La carrucolina rossa di Marco Lanzavecchia